L’impresa in CNC o in concordato può ottenere cautelativamente il DURC?

Strumenti di regolazione della crisi
9 marzo 2026

I due diversi orientamenti espressi dalla giurisprudenza di merito in relazione al rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) nell’ambito della composizione negoziata della crisi e del concordato preventivo possono essere sintetizzati, allo stato, distinguendo l’approccio “funzionale” da quello “rigoroso”.

 I due principali orientamenti della giurisprudenza di merito in relazione al rilascio del DURC nell’ambito della composizione negoziata della crisi e del concordato preventivo possono essere distinti in “funzionale” e “rigoroso”.

1. L’Orientamento Funzionale: il DURC come Strumento di Continuità nella Composizione Negoziata

Questo indirizzo valorizza la strumentalità del DURC per la prosecuzione dell’attività aziendale, essenziale per incassare crediti e partecipare ad appalti.

Ne sono esempi:

  • Tribunale di Milano (24 gennaio 2025): sostiene che il giudice, pur non potendo emettere un ordine diretto di facere contro la Pubblica Amministrazione, possa accertare e riconoscere la sussistenza dei presupposti di legge per il rilascio del documento. Tale accertamento ha efficacia temporale limitata alla durata delle misure protettive.
  • Tribunale di Ivrea (24 dicembre 2025): conferma la tecnica dell’accertamento in sede cautelare, subordinandola alla ragionevolezza del piano e alla previsione di un soddisfacimento integrale (anche se rateale) del debito previdenziale.
  • Tribunale di Genova (22 settembre 2025): evidenzia l’essenzialità del DURC per la riscossione dei crediti e per il mantenimento dell’iscrizione agli albi fornitori, dichiarando la sussistenza dei presupposti per il rilascio qualora funzionale al risanamento.
  • Tribunale di Roma (27 maggio 2025): accoglie la domanda di accertamento interinale della regolarità contributiva in quanto il piano prevede il pagamento integrale dei crediti erariali e previdenziali.

Tutti i Tribunali, nei provvedimenti menzionati, hanno superato l’ostacolo del giudice ordinario ad emettere un ordine diretto di “facere” nei confronti della Pubblica Amministrazione (INPS/INAIL) con la formula dell’accertamento interinale. La motivazione prevede la accertabilità di una misura cautelare atipica salvo l’accertamento  dei presupposti di legge per il rilascio: il giudice non “ordina” il rilascio, ma dichiara che l’impresa deve considerarsi regolare ai fini della normativa vigente. L’efficacia di questo accertamento è peraltro limitata alla durata delle misure protettive, proprio per garantirne la natura provvisoria e strumentale alle trattative in corso. Per ottenere tale provvedimento, devono tuttavia sussistere determinate condizioni: (i) il DURC deve essere essenziale per incassare crediti, partecipare ad appalti o mantenere iscrizioni ad albi fornitori, senza i quali il risanamento fallirebbe; (ii)  il piano di risanamento deve essere giudicato dall’esperto come non manifestamente infondato; (iii) il piano deve  prevedere il pagamento del 100% del debito previdenziale, anche se in forma rateale; (iv) deve sussistere un grave pregiudizio derivante dal blocco dei flussi di cassa o dalla perdita di commesse;

2. L’Orientamento Rigorista: il rifiuto al rilascio del DURC nella Composizione Negoziata

Alcuni tribunali negano la possibilità di ottenere il DURC in sede di Composizione Negoziata, evidenziando le differenze strutturali con le procedure concorsuali.

In questo senso:

  • Tribunale di Napoli (19 giugno 2024): assume che poiché nella Composizione Negoziata, a differenza del concordato, i pagamenti non sono vietati (cfr art. 18 CCII), manca un divieto di legge al pagamento, che giustifica medio tempore un provvedimento autorizzativo al rilascio funzionale alla riscossione dei crediti.
  • Tribunale di Roma (23 settembre 2025): segue la linea di Napoli, ritenendo che l’utilità della misura non possa sostituire il diritto sostanziale al rilascio.
  • Anche i Tribunali di Nola (5 settembre 2024) e Palermo (18 febbraio 2024) hanno rigettato istanze simili, confermando la natura stragiudiziale della Composizione Negoziata e l’assenza della tutela della par condicio creditorum.


3. Il rilascio del DURC nel Concordato Preventivo

Nel concordato, il quadro normativo è ritenuto più solido grazie al divieto legale di pagare debiti anteriori (art. 100 CCII), che configura una sospensione dei pagamenti per legge.

Ad esempio:

  • Tribunale di Taranto (7 febbraio 2024): dispone il “rilascio immediato” del DURC, sottolineando che le norme di rango primario del Codice della Crisi (art. 88 CCII) prevalgano sulle circolari INPS, anche in caso di pagamento non integrale.
  • Tribunale di Firenze (2 novembre 2025): ribadisce il diritto dell’impresa a ottenere il DURC poiché la pendenza della procedura e il divieto di pagamenti anteriori costituiscono un’impossibilità legale di adempiere.


In conclusione

Mentre nel concordato il diritto al DURC per via giudiziale è consolidato, nella Composizione Negoziata permane un contrasto giurisprudenziale. In ogni caso, anche nei casi in cui è ammesso, l’ottenimento del documento nella Composizione Negoziata è subordinato alla capacità di dimostrare la strumentalità della misura alla continuità aziendale e alla sussistenza di un piano che preveda il pagamento integrale dei crediti previdenziali: in tali ipotesi alcuni Tribunali privilegiano la finalità del risanamento rispetto alla rigida applicazione delle circolari previdenziali.