13 Ott La deducibilità dei costi sostenuti per i servizi infragruppo va provata anche con la determinatezza del costo
13 ottobre 2026
La Cassazione con due recenti ordinanze (n. 3750/2025 e n. 10456/2026) relative alla deducibilità dei costi per servizi infragruppo, pone particolare attenzione alla necessità di provare la determinatezza del costo, cioè la concreta riferibilità del costo alle attività direttamente svolte.
Il punto chiave delle decisioni della Cassazione e che non basta il contratto quadro o un criterio percentuale per remunerare i servizi infragruppo, ma elemento basilare è la prova che il costo dedotto sia effettivamente riferibile alle prestazioni rese in un determinato periodo di imposta. La Cassazione ribadisce infatti che la sola esistenza di un contratto di consulenza, l’assenza di personale qualificato presso la società beneficiaria e una percentuale applicata, non sono sufficienti a dimostrare la deducibilità del costo.
Alla luce di quanto sopra, per i servizi infragruppo si delineano almeno tre livelli di verifica:
- Effettività della prestazione: Occorre provare che il servizio sia stato realmente reso
- Inerenza: Il costo deve essere riferibile all’attività esercitata dalla società beneficiaria
- Determinatezza e quantificazione: Bisogna dimostrare il collegamento tra le attività effettivamente svolte e gli importi addebitati.
Conseguenze operative
- Onere della prova: Resta a carico del contribuente dimostrare l’esistenza, la natura e la destinazione del costo all’attività di impresa
- Nozione di inerenza: La Cassazione qualifica l’inerenza in termini qualitativi, il costo deve essere riferibile all’attività di impresa, senza necessità di dimostrare un’utilità economica immediata o una correlazione quantitativa diretta con i ricavi
- Prova documentale: La prova della determinatezza può essere fornita anche con documenti diversi dalle fatture (es. corrispondenza, report, verbali, presentazioni, prospetti di allocazione, ecc.), che consentano di ricostruire il contenuto delle attività svolte e la logica di determinazione del corrispettivo.
Conclusione
Le ordinanze della Cassazione non mettono in discussione criteri forfetari o percentuali per la remunerazione dei servizi infragruppo, ma richiedono che tali criteri siano supportati da elementi concreti che dimostrino la reale riferibilità e quantificazione dei costi rispetto alle attività svolte nel periodo di imposta.